1982
Bruno Detassis
“A Bruno Detassis – una vita per la montagna”. Era scritto così sulla targa consegnata alla popolare guida alpina del Brenta, al patriarca del rifugio Brentei. Una frase che racchiude tutto il significato del premio di solidarietà alpina di Pinzolo.
Istruttore di alpinismo presso la Scuola militare alpina di Aosta, nel 1943 venne deportato in Germania dove fu di aiuto e di esempio ai compagni di prigionia. Nel 1949 divenne gestore del rifugio Maria e Alberto ai Brentei. Umile di fronte alla potenza della natura e meticoloso nel prepararsi ad affrontarla, nel 1957-58 guidò la prima spedizione trentina in Patagonia.
Tra i principali realizzatori della via delle Bocchette, da sempre sente la montagna non come mero palcoscenico di spavalde esibizioni atletiche, bensì come luogo ideale di un’affascinante avventura esistenziale, terreno di gioco e insieme di verifica della propria coerenza con se stessi, con i valori in cui si crede e per i quali la vita vale la pena di essere vissuta.
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